Cos’è il saturimetro?

Il saturimetro è un piccolo dispositivo che permette, in maniera non invasiva, di percepire l’entità dell’ossigenazione del sangue; in realtà non misura l’ossigeno, ma la percentuale di emoglobina che si lega all’ossigeno (ossiemoglobina). Infatti l’ossigeno contenuto nell’aria inspirata viene trasferito nei vasi sanguinei, si lega all’emoglobina e da questa viene trasportato ai tessuti. Il saturimetro calcola la percentuale di ossiemoglobina.

La saturimetria
La saturimetria permette di evidenziare l’eventuale compromissione della funzione polmonare in maniera semplice, indolore; la facilità d’uso del saturimetro si presta a un impiego autonomo, senza la presenza del medico, in qualsiasi ora del giorno e della notte, sia a riposo che durante l’espletamento di attività fisiche che richiedono una maggiore disponibilità di ossigeno.

Come si esegue una saturimetria?
Applicando l’apparecchietto a pinza sul polpastrello del dito indice o sul lobo dell’orecchio (forniti di circolo superficiale); dopo una breve attesa compare sul display il valore dell’ossiemoglobina e della frequenza cardiaca. Difficoltà nell’esecuzione dell’esame si possono presentare in caso di bassa temperatura ambientale con mani fredde, unghie molto lunghe o coperte da smalto eccessivo, patologie circolatorie, ecc.

Quali sono i valori normali?
I valori ideali sono quelli più vicini al 100% ma vengono considerati buoni quelli superiori a 93-94%; bisogna preoccuparsi, avvisare il medico curante, svolgere eventuali approfondimenti diagnostici, quando i valori scendono sotto al 92%.

È auspicabile, in questo caso, prima ancora di somministrare ossigeno terapeutico, approfondire con il prelievo di sangue arterioso che fornirà altri valori importanti, come anidride carbonica e PH, oltre alla pressione di ossigeno.

Quando usare il saturimetro?
L’utilizzo del saturimetro è consigliato in tutti i casi in cui sia diagnosticata, o solo sospettata, una situazione clinica che comporti una compromissione della funzione polmonare, come la BPCO, i tumori polmonari, polmoniti e broncopolmoniti, pleuriti, scompenso cardiaco e le malattie cardiopolmonari in generale.

In questo periodo di pandemia di Covid-19, abbiamo imparato a familiarizzare con l’uso del saturimetro, perché uno dei sintomi più gravi dell’infezione è l’insufficienza respiratoria che può essere anche letale se non viene diagnosticata e trattata precocemente.

Di qui l’opportunità di avere a disposizione un saturimetro per rilevare in maniera autonoma, a domicilio, i dati relativi all’ossigenazione, da riferire al proprio medico curante. Alcune raccomandazioni chiave:

• La mano da sottoporre al test deve essere calda, ferma, rilassata e posizionata al di sotto del livello del cuore.

• L’eventuale smalto per unghie deve essere rimosso.

• Evitare di arrivare a conclusioni diagnostiche senza consultare il medico curante.

• Un risultato alterato dimostra la presenza di un problema, ma non dice quale può essere.

• Il risultato del test non è sempre attendibile, per cui è spesso necessario approfondire con l’aiuto del medico curante.

Dott. Michele Tondo

Specialista in Pneumotisiologia – Referente SIICP Regione Puglia

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