Microcircolo e benessere

Gambe gonfie e dolenti, comparsa di edemi o ematomi, ma anche ritenzione idrica e cellulite… Sono problematiche comuni, ma anche correlate. Si tratta infatti di sintomi legati al microcircolo. In questo articolo, troverai un approfondimento sul tema e qualche consiglio per tornare in forma riattivando il microcircolo.

In estate è molto frequente incappare in problematiche di gambe gonfie, stanche e affaticate. Infatti, il caldo intenso incide sul microcircolo.

La tendenza generale è quella di tentare di arginare i disturbi correlati alle alterazioni del microcircolo, spesso cercando rimedi miracolosi oppure avendo come obiettivo solo il semplice intervenire sul sintomo, perlopiù in tempi rapidissimi. È, invece, un atteggiamento più favorevole quello di chi sceglie di intervenire anche sulla prevenzione, a partire cioè dalle cause e a garanzia di risultati migliori e più duraturi.

Cosa si intende per microcircolo?

Il microcircolo rappresenta la rete di capillari e piccole vene che scorrono nei muscoli e nel derma per apportare sostanze nutritive affiorando, in alcuni casi, fino alla superficie. Del microcircolo, molto spesso, ci si accorge soprattutto in primavera/estate, quando le alterazioni di questa rete provocano fastidiosi sintomi.

Quali sono i sintomi di un microcircolo difficoltoso?

I sintomi più frequenti sono quelli a carico degli arti inferiori, fra i quali:

fragilità capillare e formazione di teleangectasie, cioè quelle dilatazioni di minuscole vene che formano una specie di effetto ragnatela sull’epidermide
edemi localizzati, in genere, nelle parti terminali delle gambe
• ritenzione idrica
• pesantezza e affaticamento, con disturbi come formicolio, bruciore, prurito e sensazione di calore
crampi notturni

E non solo…

Nei casi più gravi si arriva anche alla formazione di macchie e alla tendenza alle ulcerazioni, sintomo ultimo che testimonia come i tessuti siano scarsamente ossigenati.

Inoltre, le manifestazioni di un’alterazione del microcircolo sono anche problemi non strettamente connessi agli arti inferiori. Per esempio i geloni, che indicano uno stato infiammatorio dei tessuti e che, a seconda della gravità, possono provocare fastidio e dolore.

Un altro sintomo indiretto, ma comunque riconducibile al microcircolo, è la cellulite: costante spina nel fianco per la maggioranza delle donne, da sempre e a tutte le età. La cattiva o alterata circolazione venosa è una delle cause da cui trae origine questo inestetismo.

Senza dimenticare che potrebbero esserci alcuni sintomi, legati per esempio alla ritenzioni di liquidi, anche più diffusi nel corpo: saranno solo meno percettibili, in quanto poco evidenti. Questo perché l’infiammazione alla base di queste sintomatologie, in realtà, riguarda tutte le cellule. I liquidi saranno solo più ripartiti fra i tessuti.

Chi soffre di disturbi legati al microcircolo?

Rispetto al totale della popolazione, a soffrire di difficoltà del ritorno venoso è circa il 30% delle donne e circa 10-15% degli uomini. Sono tante le variabili che influenzano queste percentuali: fattori genetici, alimentazione, vita sedentaria, stile di vita in generale e fluttuazioni ormonali.

Queste ultime riguardano in particolare le donne: preciclo, ovulazione, gravidanza, premenopausa, menopausa, assunzione di farmaci ormonali sono tutti fattori che incidono sul microcircolo. Ecco spiegato il motivo per il quale l’incidenza del disturbo coinvolge maggiormente la popolazione femminile.

Inoltre si stima che, fra le donne over 50, 1 su 2 manifesti disturbi legati all’insufficienza venosa, provocati dal calo di estrogeni e progestinici tipico di tale fascia d’età.

Quali sono le cause dei problemi al microcircolo?

Alla base dei problemi al microcircolo c’è uno stato infiammatorio cronico pregresso, che si somma a quello provocato da fattori esterni. Ci sono infatti cause che derivano da fattori esterni ed individuali e altre cause, che chiamiamo invece funzionali.

Cause da fattori esterni e individuali

• Il calore eccessivo in tutte le sue forme; quindi le alte temperature ambientali, l’esposizione diretta al sole nelle ore più calde, l’acqua troppo calda, l’irraggiamento da fonti di riscaldamento o da altri macchinari
• Le
variazioni ormonali fisiologiche (gravidanza, la menopausa, il preciclo) o indotte da farmaci e patologie
• Una scarsa attività sportiva
• Il sovrappeso
• La
stipsi e le irritazioni dell’apparato digerente
• Un abuso di fumo e di alcol
• L’abitudine di stare troppo in piedi fermi o sempre seduti al lavoro o durante il tempo libero

Cause funzionali

• Il malfunzionamento delle valvole all’interno delle vene, che ostacolano la risalita fisiologica del sangue dal piede al cuore.
• L’alterazione della permeabilità di membrana vascolare, cioè un cambiamento nella capacità filtrante del tessuto che riveste i vasi sanguigni, con formazione di ristagno di liquidi.

Perché il caldo peggiora i problemi circolatori?

Con il caldo, il maggiore rilassamento della muscolatura liscia dei vasi (e la conseguente vasodilatazione) rende difficoltoso il ritorno venoso nel suo flusso che procede contro la forza di gravità, dagli arti inferiori verso il cuore.

Nello specifico, cosa accade nei casi di insufficienza venosa?

L’endotelio – cioè il tessuto che riveste l’interno dei vasi sanguigni – dei piccoli capillari deputati agli scambi con le cellule è privo di muscolatura liscia ed è composto da un muro sottilissimo di cellule che formano un filtro a maglie strette che permette la filtrazione, cioè il passaggio nei tessuti, solo di determinate sostanze.

La vasodilatazione causa un allargamento delle maglie di questo filtro, provocando un versamento di liquidi al di fuori del torrente circolatorio. Questa fuoriuscita si deposita negli spazi fra le cellule, causando la formazione di edemi e la ritenzione.

Il sistema linfatico è deputato al riassorbimento dei liquidi accumulati, riducendo l’edema e lo stato infiammatorio.

Come possiamo contrastare i sintomi dell’insufficienza venosa?

Sicuramente, il migliore tra i rimedi per affrontare i problemi del microcircolo è la prevenzione, oltre che l’abitudine ad adottare stili di vita salutari che comprendano un’alimentazione bilanciata e la giusta attività sportiva.

Per ridurre le conseguenze del caldo sul microcircolo, poi, è conveniente considerare l’assunzione, già all’arrivo della primavera, di estratti di derivazione naturale che possono dare rinforzo e sostegno alle pareti dei vasi sanguigni, andando a ripristinare la fisiologica funzione (di “filtro a maglie strette”) del sottile tessuto che riveste i capillari. In questo modo, si ridurranno quelle micro fessurazioni fra le cellule (tipiche di un “filtro a maglie larghe”), indotte dal calore o da altre patologie responsabili dell’accumulo di liquidi. Così verranno favoriti da una parte il riassorbimento e dall’altra la prevenzione della formazione.

I rimedi naturali efficaci per riattivare la circolazione

Diosmina: è un bioflavonoide estratto dagli agrumi che svolge un’azione antinfiammatoria e vasoprotettrice, favorendo il drenaggio dei liquidi e prevenendone il deposito nei tessuti.
Estratto di Ippocastano: preziosa fonte di escina, un fitoattivo ampiamente utilizzato per la sua funzione antinfiammatoria, per quella vasotonica e perché induce uno stato di vasocostrizione. Un ottimo rimedio anche per prevenire la ritenzione idrica.
Estratto di Vite rossa e Mirtillo nero: i polifenoli contenuti svolgono un’azione antiossidante e antinfiammatoria, a sostegno della stabilizzazione delle fibre collagene dei vasi. Inoltre, riducono la permeabilità vascolare.
Estratto di Ananas: prezioso per la presenza di bromelina, eccellente enzima proteolitico efficace nel fare defluire e drenare edemi o ritenzione idrica di origine infiammatoria. Per questo è anche utile, dopo un certo periodo dall’assunzione, nel ridurre il dolore spesso associato al gonfiore degli arti inferiori.

I nostri consigli

Idratarsi, assumendo la giusta quantità di acqua proporzionata al rapporto peso/altezza, all’attività sportiva, alle patologie e ai farmaci assunti. Una buona idratazione è di aiuto anche per ridurre fenomeni di ipotensione arteriosa.
• Adottare un’alimentazione che non provochi infiammazioni.
• Ridurre sale, alcolici, zuccheri aggiunti e le spezie piccanti che innescano vasodilatazione; non eccedere nel consumo di caffè.
• Eliminare il fumo.
• Fondamentale è l’apporto di frutta e verdura, dalle quali riceviamo molte sostanze antinfiammatorie e antiossidanti.
• Assicurarsi un sufficiente apporto proteico, a sostegno della tonicità muscolare dell’endotelio dei vasi e dell’importante azione di sostegno delle fibre collagene dei tessuti di cui sono costituiti i vasi sanguigni.
• Fare un’attività sportiva aerobica, che attivi la fisiologica pompa presente nel piede: questa spingerà il flusso ematico verso l’alto e permetterà al sistema linfatico di raccogliere i liquidi depositati. Per esempio, sono molto efficaci gli esercizi di Pilates e le camminate sulla spiaggia.
• Evitare bagni caldi e anche l’uso di acqua troppo fredda. Durante la doccia, sarebbe meglio alternare getti di acqua tiepida e fresca.
• Rinfrescarsi dopo una prolungata esposizione al sole.
• Evitare di indossare troppo spesso indumenti molto stretti e tacchi alti.

 

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