Occhi affaticati e luce blu

Cos’è la luce blu e i consigli utili contro il bruciore agli occhi e altri fastidi

Passare molto più tempo in casa ha reso tutti i dispositivi digitali quasi indispensabili. Smartphone, tablet e computer sono ormai un modo per svagarci, guardare film o tenerci informati. Eppure, passare tante ore davanti agli schermi ci espone alla luce blu e provoca bruciore agli occhi e secchezza oculare.

L’affaticamento visivo dipende, quindi, dall’esposizione alla cosiddetta luce blu. Ma di cosa si tratta?

La luce che raggiunge l’occhio umano è divisa in tre categorie: la luce visibile, nelle lunghezze d’onda comprese tra 380 e 780 nm, e quella non visibile, che include la luce nel campo dell’ultravioletto (luce UV) e nel campo dell’infrarosso.

La luce blu si colloca tra 380 e 500 nm è anche nota come luce visibile ad alta energia (HEV). In particolare le lunghezze d’onda blu-violette comprese tra 380 e 440 nm sono le più dannose e le possibili responsabili della fotoretinite, cioè del danneggiamento della retina causato da luce ad alta energia.

I nostri consigli
• È opportuno utilizzare lenti con filtro per luce blu, sia per chi ci vede bene sia per chi usa abitualmente gli occhiali per problemi come miopia o presbiopia.

• Assicurati di avere lo schermo dritto davanti alla vista, a una distanza compresa tra i 50 e gli 80 cm: è un accorgimento utile sia per gli occhi che per la postura.

• Presta attenzione all’illuminazione della casa: la luce dovrebbe prevenire dall’alto e non lateralmente, come nel caso delle lampade da tavolo, che producono riflessi sugli schermi.

• Sbatti frequentemente le palpebre o aiuta la lacrimazione con un collirio sostitutivo, a base di acido ialuronico.

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