Colite o colon irritabile

La sindrome dell’intestino irritabile (chiamata anche colite o colon irritabile) è un disordine funzionale dell’apparato gastrointestinale, cioè una malattia che altera le funzioni dell’apparato digerente, in particolare del colon. È una condizione molto diffusa e debilitante che colpisce circa il 50% degli italiani, in prevalenza le donne.

Come si manifesta?
Lo dice il nome: è una sindrome. Ciò significa che è caratterizzata da un insieme di sintomi che non hanno una causa comune. Questi sono: stitichezza, diarrea, gonfiore addominale ed alterazione della frequenza delle evacuazioni, che sono sintomi comuni anche in altre patologie gastrointestinali, cosa che la rende una malattia difficile da diagnosticare. Il dolore è di diversa intensità ma di solito si focalizza sul lato sinistro dell’addome e si riduce con l’evacuazione.

Perché si sviluppa?
I medici direbbero che non ha un’eziologia chiara, in quanto le cause per cui si sviluppa non sono ben note e, nello stesso individuo, non è riconoscibile un singolo fattore scatenante. Infatti, da una parte questa sindrome ha una componente psicosomatica, dall’altra può essere causata da fattori biologici, come la predisposizione e la suscettibilità individuale ad essa.

L’intestino è il nostro secondo cervello ed ha, quindi, un ruolo molto importante nella sfera psicosomatica: esso esprime “in basso “ciò che il cervello e la psiche, “in alto”, non riescono a trattenere o ad eliminare. Questa citazione spiega perché questa sindrome spesso si presenta in concomitanza di eventi particolari come prove, esami, situazioni stressanti. Coloro che ne soffrono hanno delle caratteristiche emotive in comune, come ansia, tensione, depressione, paura e rabbia.

Recentemente, è stato scoperto che il fattore scatenante potrebbe essere l’alterazione del microbiota, ossia l’insieme di tutti i microrganismi che abitano sulla superficie del nostro intestino e che sono coinvolti nei processi digestivi e, dunque, nel corretto assorbimento delle sostanze nutritive. La lettura più probabile della patologia, ciononostante, rimane quella psicosomatica.

Come possiamo intervenire?
Premettendo che non esiste una vera e propria cura per la sindrome dell’intestino irritabile o colon irritabile, migliorare definitivamente lo stile di vita, a partire dall’alimentazione, sembra essere la chiave per migliorare sensibilmente il quadro sintomatologico indotto da essa.

I principali consigli relativi allo stile di vita, a cui un individuo con intestino irritabile dovrebbe attenersi, sono:

• ridurre sensibilmente l’assunzione di cibi ricchi di fibre e reinserirli nella dieta in maniera graduale, nell’arco di diverse settimane, in modo da consentire all’intestino di abituarsi con gradualità alla digestione delle fibre alimentari;

• è molto importante non saltare i pasti, perché mangiare regolarmente favorisce la cosiddetta regolarità intestinale. Inoltre aumentare il numero di pasti giornalieri, introducendo nella dieta degli spuntini mattutini e pomeridiani, riduce il carico di lavoro che l’apparato digerente deve compiere ad ogni pasto e rende meno probabili gli episodi di diarrea;

• bere molta acqua, infatti bere almeno 8 bicchieri al giorno è un rimedio naturale contro la stipsi;

• praticare sport regolarmente, anche una semplice camminata giornaliera. L’attività fisica comporta una lunga serie di benefici: aiuta a ridurre lo stress e la depressione, favorisce la normale motilità intestinale e induce un senso di benessere interiore.

• non fumare;

• controllare scrupolosamente le assunzioni di farmaci antidiarroici e/o lassativi, per evitare spiacevoli effetti collaterali.

• evitare tutti quei cibi con azione irritante per la mucosa intestinale: alcolici, cioccolata, caffè e sostanze analoghe e prodotti a base di sorbitolo (es. gomme da masticare); moderare, inoltre l’assunzione di prodotti contenenti lattosio.

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