Benessere della gola

Nei mesi invernali, i disturbi correlati alla mucosa della gola sono molto frequenti, quindi è salutare sia fare una buona prevenzione che gestire tempestivamente i primi sintomi

La gola è la prima parte della faringe che è direttamente esposta all’aria che respiriamo e viene incanalata verso la trachea. Da qui si intuisce facilmente che sbalzi di temperature, eccessiva umidità e colpi di freddo diretti possano compromettere il benessere della gola, non solo nella stagione invernale, ma anche in quelle più miti. 

 
Come si manifestano i disturbi della mucosa della gola?

Il benessere della nostra gola è spesso compromesso a causa di infiammazioni molto frequenti della sua mucosa. Il mal di gola che ne deriva – detto faringite, perché coinvolge la faringe, una porzione della gola – mostra le prime avvisaglie con leggero bruciore, talvolta prurito (che poi tende a divenire “raspino”), una sensazione di secchezza, leggero rossore e può estendersi anche alla laringe e trachea.

Con l’evolversi dell’infiammazione si può osservare un arrossamento della zona e si avverte talvolta un dolore intenso, tale da rendere difficoltosa la deglutizione sia della saliva ma soprattutto del cibo. In alcuni soggetti si può riscontrare anche un rigonfiamento delle tonsille, l’alterazione della voce e la formazione di placche, tutti sintomi che possono essere accompagnati anche da uno stato febbrile di varia intensità e rigonfiamento delle ghiandole del collo. 

 

Cosa sono le placche della gola?

Si presentano come piccole vescicole biancastre, spesso di natura infettiva, collocate nella faringe: in particolare riguardano tonsille, zona posteriore della gola e talvolta anche il palato molle. In questi casi la sintomatologia potrebbe riguardare anche dolore all’orecchio, alito cattivo, rigonfiamento di alcune ghiandole, malessere generale, dolori muscolari e febbre di intensità variabile. 

In generale, a un processo di infiammazione anche blando della gola, spesso consegue un successivo stato di raffreddamento, con naso che cola con o senza addensamento del muco. 

Ci sono soggetti che soffrono occasionalmente di questi disturbi acuti, ma altri purtroppo incorrono in frequenti recidive; cioè l’infiammazione spesso di origine infettiva si ripresenta con ciclicità, creando una condizione di stanchezza psicofisica e calo delle difese immunitarie, perché spesso è necessario assumere antibiotici per debellarla. Ricorda: è sempre necessario che un medico ne valuti con attenzione l’effettiva necessità. 

Un’infiammazione semplice, senza complicanze, in genere si risolve in 3-10 giorni. 


Con quale frequenza si manifestano i disturbi infiammatori della gola?

I disturbi legati alla mucosa della gola sono talmente frequenti che si stima che, nella popolazione mondiale, sia la seconda infezione più comune. Si manifesta nella maggioranza dei casi nelle stagioni autunnali e invernali e colpisce in prevalenza ragazzi in età scolare. In generale circa l’80% di queste infiammazioni è attribuibile a virus respiratori, mentre il restante 20% a batteri.

 

Le cause: cosa compromette il benessere della gola?

In primo luogo, sono i colpi di freddo a creare un’infiammazione diretta sulla mucosa faringea, provocando arrossamenti e maggior irrorazione di sangue nella zona. Anche gli ambienti troppo secchi spesso sono responsabili di disturbi alla laringe e alla faringe. Questa condizione potrà poi peggiorare a causa di eventuali microrganismi che, se presenti nell’aria, sono trasmessi da un soggetto ad un altro con molta facilità, oltre che per contatto diretto con persone oppure con oggetti contaminati. 

Un altro responsabile del mal di gola è poi il virus. Sono per lo più i virus del raffreddore, i virus dell’influenza e, solo in alcuni casi, i virus responsabili della Mononucleosi quelli che portano a un particolare rigonfiamento delle ghiandole presenti nelle zone limitrofe alla gola. 

Nei bambini fra le cause dei disturbi alla gola ci sono spesso infezioni da streptococco beta emolitico, che viene trattato solo dal medico pediatra, con l’uso di antibiotici. Questo tipo di infezione si presenta nel circa 10% dei bambini affetti da mal di gola. 

Per quel che riguarda la formazione di placche, invece, questa viene causata sia da infezioni batteriche, virali, micotiche, sia può essere provocata da un’infiammazione cronica, talvolta asintomatica, che peggiora con sforzo eccessivo o sbalzi di temperature.

A peggiorare il benessere della gola ci sono inoltre delle conformazioni strutturali delle tonsille: queste sono la causa di accumulo e ristagno di cibo, che rendono più probabile la formazione di placche infettive. 

Inoltre, qualsiasi sia la causa all’origine dei disturbi alla gola, se a monte c’è un sistema immunitario fragile, senza dubbio sarà più probabile che le forme virali e batteriche trovino terreno fertile per attecchire sulla mucosa della gola e quindi crescere aumentando il livello infettivo e i tempi di guarigione. 

A parte i raffreddamenti stagionali, una causa frequente di infiammazione cronica alla gola è spesso attribuibile al reflusso gastroesofageo o iperacidità gastrica. Molto spesso i vapori dell’acido che evapora dallo stomaco provocano un’irritazione persistente sia della laringe che della faringe, provocando oltre ad abbassamento della voce anche bruciore alla gola e senso di secchezza, che porta poi a una tosse secca e stizzosa. Questa causa molto spesso viene trascurata portando a un ritardo della diagnosi e a tempi di guarigione prolungati, oltre che all’assunzione spesso inutile di farmaci o integratori. 

Altre alterazioni dell’equilibrio della gola possono essere provocate da forme allergiche, dall’inalazione di sostanze chimiche negli ambienti o semplicemente da smog e fumo di sigarette. 

 

Quali sono le strategie migliori per prevenire e ridurre le infiammazioni della gola?

Nei mesi invernali, i disturbi correlati alla mucosa della gola sono molto frequenti, quindi è salutare sia fare una buona prevenzione che gestire tempestivamente i primi sintomi.

In particolare, con i primi fastidi alla gola – quindi bruciore, prurito e senso di secchezza – è consigliabile l’utilizzo di sostanze antinfiammatorie, antibatteriche, emollienti e idratanti come la Piantaggine. Possiede anche proprietà filmogene: formando una pellicola protettiva, mantiene idratate e sfiammate le mucose e per questo limita l’aderenza e lo sviluppo di microrganismi. È infatti consigliata in caso di lunghe permanenze all’aperto con basse temperature oppure in ambienti resi molto secchi dal riscaldamento ad aria o ad alte temperature.

Molto efficace anche l’olio essenziale di Menta piperita e quello di Manuka: il primo esercita un’azione rinfrescante e calmante, in grado di alleviare gli arrossamenti della gola (in più il mentolo al suo interno riduce il muco e lenisce l’infiammazione); il secondo ha spiccate proprietà antisettiche, antivirali e antimicotiche. Da ciò ne deriva l’importanza di un uso immediato, essenziale per non lasciare che l’infiammazione peggiori a causa della crescita microbica. 

Poi le più note Propoli ed Echinacea, ampiamente utilizzate da sempre: l’una frutto del lavoro delle api, è un antibiotico naturale; l’altra ha spiccate proprietà immunomodulanti e immunostimolanti.

Un’ottima strategia per mantenere fluide le secrezioni nasali e bronchiali sono poi Acetilcisteina e gli estratti di Edera e di Adhatoda. È molto probabile infatti che tali secrezioni si formino in seguito alle infiammazioni della gola e, al fine di evitare i ristagni di muco e le possibili infezioni conseguenti, risulta molto utile l’utilizzo di questi estratti naturali dall’azione emolliente.

Senza dimenticare, poi, Vitamina D e Vitamina C che, in dosi adeguate, sostengono le difese immunitarie sia in ottica di prevenzione che nelle fasi acute dell’infiammazione.

 

I nostri consigli

• Per mantenere la gola in una condizione fisiologica di benessere sicuramente è sconsigliabile iniziare, senza un consulto medico, una terapia antibiotica: anche se nelle occasioni precedenti la sintomatologia è stata la stessa, è sempre opportuno valutare la terapia insieme al proprio medico.

• Sfatiamo i falsi miti e limitiamo l’assunzione di latte e miele! Infatti, gli eccessi di entrambi – il primo a causa delle proteine contenute, il secondo per gli zuccheri aggiunti – tendono ad aumentare l’infiammazione dell’organismo e, di conseguenza, non favoriscono le difese immunitarie.

Il riposo è sempre consigliabile specialmente in presenza di placche o tonsille ingrossate.

Evitare cibi e bevande eccessivamente caldi: danno una prima sensazione di sollievo, ma possono peggiorare l’irritazione. Al contrario, è utile idratarsi e mantenere la gola idratata e sfiammata con tisane a base di malva e altea, bevute tiepide.

• Se le irritazioni alla gola durano a lungo e sono legate a un problema di reflusso, ridurre il consumo di alimenti acidi, piccanti, spezie e inutili farmaci antinfiammatori. Utile a tal proposito è dormire con la testa leggermente più alzata, mettendo un cuscino sotto al materasso. 

Mantenere costante negli ambienti di casa il giusto livello di umidità, evitando riscaldamenti ad aria o temperature eccessive.

• Evitare il fumo e gli ambienti con un cattivo ricircolo dell’aria.

Effettuare quotidianamente i lavaggi nasali, che aiutano la rimozione meccanica dei batteri. 

Avere un’alimentazione varia e completa di macronutrienti, vitamine, minerali e fibre: contribuisce a mantenere attive le nostre difese immunitarie.

• Nei mesi invernali capita di spostarsi da ambienti molto freddi a interni molto caldi, per cui è utile vestirsi a strati.

 

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