Salute e Benessere accessibili a tutti

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Chirurgia oculare e idratazione degli occhi

A cura del Dr.
Valerio Bo

Medico chirurgo
Specialista in oftalmologia e microchirurgia oculare
Specialista in chirurgia refrattiva

La chirurgia oculare comporta delle alterazioni anatomiche che possono provocare sintomi simili a quelli dell’occhio secco: leggi i nostri consigli

I primi interventi di correzione chirurgica dei difetti refrattivi oculari, ovvero di quelle condizioni che causano una scarsa messa a fuoco delle immagini come miopia, astigmatismo, ipermetropia e presbiopia, risalgono ad oltre un secolo fa. Tuttavia, è stato solo negli anni ’80 e ’90 che i progressi tecnologici hanno permesso un’evoluzione significativa delle tecniche chirurgiche, rendendo gli interventi sempre più standardizzati e i risultati più prevedibili.

Attualmente per eliminare la dipendenza dagli occhiali si può ricorrere a due diversi approcci chirurgici:

• Chirurgia della superficie oculare, che prevede l’utilizzo di laser altamente tecnologici per modificare lo spessore e il profilo della cornea in base al tipo di difetto refrattivo presente.

• Chirurgia intraoculare, dove i difetti refrattivi vengono corretti attraverso l’impianto di lenti artificiali all’interno dell’occhio. Queste lenti possono essere inserite in sostituzione del cristallino o in aggiunta ad esso.

Gli specialisti valutano e scelgono le diverse procedure chirurgiche in base a molteplici aspetti legati al paziente, come l’età, il tipo di difetto refrattivo, lo stile di vita, l’anatomia degli occhi e altro ancora. Proprio per questo motivo ogni intervento è altamente personalizzato, tanto che oggi si parla spesso di chirurgia sartoriale.

Tuttavia, tutti gli interventi hanno un elemento comune: l’alterazione della superficie oculare

La superficie oculare rappresenta un sistema complesso che comprende palpebre, congiuntiva, cornea e film lacrimale. Grazie alla sua fitta innervazione e all’equilibrio funzionale tra tutte le sue componenti, la superficie oculare è in grado di svolgere le sue funzioni in modo ottimale. Tuttavia, è comune riscontrare alterazioni patologiche di questa zona e del delicato equilibrio che la caratterizza, anche se talvolta non si manifestano sintomi evidenti.

La chirurgia oftalmica comporta inevitabilmente delle alterazioni anatomiche che possono provocare sintomi transitori simili a quelli dell’occhio secco, come per esempio sensazione di corpo estraneo, bruciore, fastidi alla luce e prurito. Questi sintomi possono influire sulla qualità visiva del paziente.

È quindi fondamentale eseguire una valutazione completa del paziente prima dell’intervento, così da individuare e trattare eventuali problematiche che potrebbero interferire con il grado di soddisfazione post-operatoria. In questo modo si può valutare ed eventualmente trattare la superificie occulare affinché sia nelle condizioni ottimali per affrontare un intervento chirurgico.

Ma quali sono le condizioni da individuare e valutare prima di un intervento? Vediamole brevemente:

• L’età avanzata, che può comportare una diminuzione della quantità e della qualità delle lacrime prodotte dall’occhio;

• L’uso di farmaci oculistici o sistemiche, come gli antistaminici, i betabloccanti, gli antidepressivi, che possono ridurre la produzione di lacrime;

• Patologie preesistenti dell’occhio, come il glaucoma, la sindrome di Sjogren, la cheratocono, che possono già causare una ridotta produzione di lacrime o un’instabilità del film lacrimale;

• La presenza di allergie oculari, che possono causare un’eccessiva produzione di lacrime di scarsa qualità;

• L’esposizione a determinati fattori ambientali, come l’aria condizionata, il fumo, il vento, che possono alterare la composizione e la stabilità del film lacrimale;

 L’uso eccessivo di dispositivi digitali, come computer e smartphone, che può causare un aumento del tasso di evaporazione delle lacrime.

Qualora anche solo una delle precedenti condizioni sia presente in un paziente che si appresti ad affrontare un percorso chirurgico, è utile (e talvolta necessario) approfondire alcuni aspetti clinici ed eventualmente impostare adeguate terapie pre e post-operatorie.

Oggi la tecnologia ci aiuta anche in questo senso: sono di utilizzo sempre più frequente strumentazioni che ci permettono di studiare in modo approfondito tutti gli aspetti e le componenti della superficie oculare, in modo da poter valutare anche in modo oggettivo i benefici ottenuti da eventuali terapie.

Spesso le terapie prevedono l’utilizzo di sostituti lacrimali ed eventuali farmaci antiinfiammatori, in alcuni casi si può ricorrere anche a trattamenti particolari, come l’applicazione di luce pulsata.

Per concludere, possiamo affermare che grazie alle innovazioni tecnologiche di oggi è possibile eliminare gli occhiali in modo definitivo attraverso interventi altamente standardizzati e che offrono risultati sempre migliori. Tuttavia, è essenziale che durante il percorso con l’oculista di riferimento, la superficie oculare venga gestita adeguatamente per garantirne il benessere e prevenire eventuali complicazioni.

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