Disturbi da cambio di stagione

Nel passaggio tra una stagione e l’altra, il clima cambia, varia la durata del giorno, cambia l’orario e il nostro corpo deve, quindi, adattarsi alle nuove abitudini da adottare.

Capita spesso di sentirsi particolarmente stanchi e stressati durante il “cambio di stagione”. In queste ultime tre  parole, ce n’è una su cui dobbiamo porre la nostra attenzione: il cambiamento. Far fronte a un cambiamento, infatti, qualunque esso sia, può causare uno stato confusionale a livello psicofisico, con conseguenze, appunto, a livello fisico e mentale.

Nel passaggio tra una stagione e l’altra, il clima cambia, varia la durata del giorno, cambia l’orario e il nostro corpo deve, quindi, adattarsi alle nuove abitudini da adottare.

Dalla “tartaruga” all’uomo

Ogni anno, abbiamo la fortuna di osservare l’affascinante risveglio del mondo animale in primavera e il conseguente, malinconico, letargo in autunno. Questo processo è dovuto alla variazione della luce solare, al cambiamento climatico e alla riduzione della disponibilità di cibo. Come per gli animali, anche per noi, il cambiamento stagionale ci porta a modificare le nostre abitudini di vita.

Cosa accade effettivamente nel nostro organismo durante il cambio di stagione?

A livello fisiologico, all’interno del nostro organismo durante il cambio di stagione avviene un vero e proprio cambiamento ormonale, in particolare riguardante tre ormoni: serotonina, melatonina e cortisolo. La produzione della serotonina, anche conosciuta come ormone della felicità, è inversamente proporzionale alla produzione della melatonina, ormone prodotto dalla ghiandola pineale con un ritmo circadiano, la cui secrezione è confinata alle ore notturne.

Ogni cambio di stagione ha le sue caratteristiche

• Estate-Autunno

Nella fase di passaggio estate-autunno le giornate si accorciano, le ore di buio aumentano e, quindi, il nostro corpo risponde aumentando la secrezione di melatonina. Alti livelli di melatonina causano un abbassamento dei livelli di serotonina, con conseguente comparsa dei seguenti sintomi: apatia, sonnolenza e debolezza. Inoltre, le temperature si abbassano, indebolendo il nostro sistema immunitario: ciò rende il nostro organismo maggiormente vulnerabile agli agenti patogeni, come batteri e virus stagionali.

• Inverno-Primavera

Nel passaggio dall’inverno alla primavera le giornate si allungano e un lungo fotoperiodo inibisce rapidamente la secrezione di melatonina la mattina e ne ritarda la produzione la sera, causando alterazioni del sonno. Dormendo di meno, ci sentiamo più stanchi e stressati, questo perché produciamo maggiori quantità di cortisolo, conosciuto anche come ormone dello stress. Inoltre, con l’arrivo della primavera, il nostro sistema immunitario viene nuovamente messo alla prova, a causa dei frequenti sbalzi di temperatura e dell’arrivo delle allergie di primavera.

Quali sono i sintomi più comuni?

Il cambio di stagione implica per l’organismo la comparsa, quindi, di una serie di sintomi che sono: stanchezza, debolezza, eccessiva sonnolenza, disturbi gastrointestinali, difficoltà a concentrarsi, ansia, irritabilità e frequenti cambi d’umore. Questi sintomi possono durare qualche giorno o protrarsi per un periodo più lungo, tutto dipende dalla capacità dell’organismo di adattarsi.

È importante sottolineare che questi disturbi sono, in parte, del tutto fisiologici, in quanto ciclicamente, tutti gli anni, si va incontro a questi cambiamenti stagionali e il nostro organismo è, quindi, pronto, “progettato” per affrontarli ed adattarsi. Alcuni soggetti, però, vivono questi momenti con forte ansia e stress, manifestano inappetenza e alternano episodi di insonnia a episodi di letargia.

Lo sapevi, infatti, che…

Esiste un vero e proprio disturbo legato ai cambi di stagione, noto come disturbo affettivo stagionale, che è un disturbo depressivo che ha un andamento, appunto, stagionale: di solito, inizia in autunno/inverno ed entra in remissione in primavera/ estate, ma in alcuni casi, può manifestarsi in estate con remissione in autunno/inverno.

Questo è caratterizzato da sintomi depressivi che si manifestano solo in un determinato periodo dell’anno e i possibili fattori di rischio includono la storia familiare, il sesso femminile, la vita a una latitudine più settentrionale e la giovane età adulta (generalmente dai 18 anni ai 31 anni).

È maggiormente predisposto a questo tipo di disturbo chi già soffre o ha sofferto in passato di ansia e depressione. Il cambio di stagione rappresenta per questi soggetti un momento critico e manifestano i seguenti sintomi: sonnolenza eccessiva, aumento dell’appetito (bisogno soprattutto di carboidrati), ansia e confusione.

Il disturbo affettivo stagionale è di difficile interpretazione, in quanto la diagnosi richiede la completa remissione al termine della stagione specifica e due anni consecutivi di episodi nella stessa stagione. Sebbene la condizione sia stagionalmente limitata, i pazienti che già soffrono di depressione posso avere serie ripercussioni.

Il trattamento di prima linea per questo disturbo è rappresentato dalla fototerapia, che è generalmente ben tollerata e che porta a un miglioramento clinico entro una o due settimane dall’inizio della terapia.

Quali sono le sostanze da integrare?

• Stanchezza e affaticamento

I sali di Magnesio, insieme alla vitamina C e alle vitamine B12 e B6, contrastano la stanchezza e la fatica. Le vitamine del gruppo B, insieme con la vitamina C, sono coinvolte in numerosi processi biologici del nostro organismo, tra cui il processo di conversione degli alimenti in energia.

Lo Zinco è un componente di tantissimi complessi enzimatici coinvolti nel metabolismo di proteine, lipidi, carboidrati e acidi nucleici e, come il selenio e la vitamina D, mostra un attività antiossidante. Inoltre, Zinco, insieme con Selenio e vitamina D, contribuiscono al normale funzionamento del sistema immunitario, che è messo alla prova durante i cambi stagionali.

• Disturbi gastrointestinali

Un prezioso aiuto per contrastare i sintomi del cambio di stagione è dato dai probiotici, microrganismi alleati della salute dell’uomo, in grado di riequilibrare la flora intestinale e di difendere l’organismo dagli agenti patogeni.

• Insonnia e ansia

Per regolarizzare il ciclo circadiano è possibile integrare l’alimentazione con un prodotto che contenga valeriana, passiflora e melatonina. Quest’ultima, presa ogni sera mezz’ora prima del crepuscolo, ha la capacità di sincronizzare i ritmi biologici, accelerando i tempi di adattamento al cambio di stagione. La valeriana e la passiflora favoriscono l’addormentamento e sono efficaci contro l’ansia e lo stress.

Caduta dei capelli

È frequente, durante questi periodi, osservare una maggiore caduta dei capelli; per ovviare a questo problema esistono degli integratori a base di metionina e L-cistina, che sono aminoacidi solforati normalmente presenti nella cheratina, sostanza base di unghie e capelli, e che sono fondamentali per la sua sintesi. L’integrazione di questi aminoacidi, insieme a quella della lisina, prolina e biotina stimolano la sintesi di cheratina rafforzando sia unghie che capelli evitandone l’eccessiva caduta e migliorandone l’aspetto.

Anche i sali minerali e le vitamine possono apportare dei benefici. Il Rame, per esempio, rallenta l’invecchiamento e la comparsa dei capelli bianchi in quanto favorisce la loro normale pigmentazione. Inoltre Rame, Zinco, Selenio e vitamina C mostrano attività antiossidante, cioè proteggono le cellule dalla loro degenerazione fisiologica dovuta all’avanzare dell’età.

I nostri consigli di benessere

Ogni anno, il cambio di stagione rappresenta un momento critico per alcuni di noi e per essere pronti ad affrontarlo risulta fondamentale mantenerci in buona salute, mettendo in pratica le seguenti linee guida.

• Seguire uno stile di vita sano è la prima regola per affrontare al meglio i sintomi associati al cambio di stagione. È importante seguire una sana e bilanciata alimentazione, consumando cinque pasti al giorno, in modo da garantire il corretto apporto di carboidrati, grassi, proteine, vitamine e sali minerali.

• È consigliabile prediligere cibi ricchi in vitamina B, potassio, magnesio e zinco, per contrastare la stanchezza fisica e mentale. Tra questi: uova latte, carne di manzo e pollo, salmone e tonno.

• È fondamentale praticare attività fisica: lo sport è, senza dubbio, la miglior medicina! L’esercizio fisico ha molteplici benefici sull’organismo; tra i tanti, migliora l’irrorazione sanguigna, anche a livello del cervello e ciò rende più attenti e concentrati. Al termine di un allenamento, si ha una sensazione di benessere: ciò è dovuto alla liberazione di endorfine, ottime alleate contro lo stress.

• Sarebbe utile mostrare un atteggiamento positivo al cambiamento, vederlo come uno stimolo per fare qualcosa di nuovo. Pulire casa per esempio: fare le famose “pulizie di primavera”, con un po’ di musica, del genere che preferiamo, liberare gli armadi di cose che ormai non utilizziamo più e, perché no, togliere i tappeti in primavera e riporli a terra in autunno. In sintesi: cambiare con il cambiamento, adattarsi, muoversi con esso!

Attenzione alle cattive abitudini! In questa fase di transizione, il nostro corpo deve adattarsi a un nuovo ritmo circadiano; quindi, è opportuno evitare troppi caffè, cercare di limitare l’uso di smartphone fino a tarda notte e rinunciare alle pennichelle pomeridiane troppo lunghe.

 

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